C’è la ragazza nel vicolo, la vedo ogni giorno quando vado al lavoro e quando torno, ogni giorno, quando vado e quando torno. Ogni giorno alla stessa ora, alle 8:10 e alle 17:40. Con la mia camicetta e le scarpette strette vedo lei con i scarponi neri, jeans scuri tagliati corti, magliette strappate, i tanti capelli lunghi intrecciati, orecchini un po dovunque; è sempre lì, con il suo sguardo, e ogni tanto con un barattolo in mano, per i soldini. Le sorrido, mi sorride. Dice: “Macché, è un sorriso di compassione?” “No”, dico, “il tuo?”
Musica
Pubblicato su 2.provare a far provare il Giugno 26, 2008 da Z*Nell’aria di questa Roma caldissima, lentamente con la bici vado su per Ponte Sisto, lentamente perché fatico, lentamente perché nell’ombra del muro è seduto un sassofonista, le sue melodie si mischiano all’afa, alla luce estiva e allo sguardo sul fiume che scorre. Le note si fermano nell’aria. Mi toccano. Entrano dentro. Proseguo per Via del Moro, e vedo due persone, che si somigliano, vestiti larghi colorati e pelle scura: un ragazzo africano e una vecchietta trasteverina. Lui in giallo, lei in celeste. Lui alto, lei bassa bassa. Uno di fronte all’altro. Si guardono. Lui con occhi grandi: “…è abbronzata, ma va al mare?” Lei, indicando il vicolo ombreggiato: “No, è il sole della strada”. Ecco il testo per la melodia sentita sul ponte. Proseguo lentamente sui sanpiedrini. Nella stradina che da Piazza Santa Maria in Trastevere porta a San Calisto un giovane artista ha attaccato una serie delle sue opere all’edificio sulla sinistra. Una foto accanto all’altra. All’altezza degli occhi, mi accompagnano. “Ciao”, dice. È lì, non è un opera anonima come già colorano le mura di Trastevere. Ciao! Arrivata in Piazza San Cosimato mi aspetta un’altra melodia, mi viene incontro e riempie la piazza, è una fisarmonica, sempre suona la sua parte, insieme al sassofono e alle parole cantate nei vicoli.
Sharing
Pubblicato su 3.sostenibilità_in_città il Giugno 26, 2008 da Z*A Roma le biciclette del Bike Sharing sono 200, a Parigi sono fin dal primo giorno 20.600, a Roma i parcheggi sono 19, a Parigi sono 1.500. Ma oggi, quando per la prima volta ho incrociato una di quelle bici rosse e poi il parcheggio a Largo Argentina quasi del tutto vuoto, di gioia il mio cuore ha fatto dei salti almeno altrettanto alti come quando vado in bici sui sanpiedrini di Via Nazionale.
La raccolta fa la differenza
Pubblicato su 3.sostenibilità_in_città il Giugno 16, 2008 da Z*Dopo l’articolo precedente, i rifiuti in casa nostra dovrebbero notevolmente diminuire: siamo già molto meno rifiuti. Quelli che ci rimangono, li differenziamo, secondo un sistema semplice e veloce, contando sempre sui piccoli gesti quotidiani di ognuno, in modo che tutti i materiali vengono trasformate in nuove risorse.
Sulle strade della nostra città troviamo principalmente tre contenitori diversi: grigi/verdi, blu e bianchi.
1. Blu per: plastica, metallo, vetro.
2. Bianco per: carta, cartone e cartoncino.
3. Grigio/Verde per: scarti alimentari e materiali non riciclabili.
Inoltre ci sono delle possibilità di raccolta adeguata anche per tutti i materiali diversi da quelli principali. I medicinali scaduti vanno riportati in farmacia e l’olio motore usato dal rivenditore, mentre le pile vanno gettate nei contenitori gialli posizionati presso le scuole e le ferramenta, per gli abiti usati troverete in ogni quartiere dei cassonetti gialli, l’olio di cucina usato va portato all’isola ecologica di Ponte Mammolo, dove invece di inquinare gravemente i mari, viene trasformato in ecodiesel. I rifiuti imgombranti vengono ritirate dall’AMA stessa, se non volete portarli di persona ad una delle isole ecologiche della città.
Per i dettagli vedi fonte: http://digilander.libero.it/leperseidi/guidard.htm
Ci vuole poco per andare contro l’emergenza rifiuti a lungo, molto molto meno di un esercito o uno strano mago a cui comodamente affidare i nostri problemi. Tocca solo a noi. E a noi non cambia niente, mentre al nostro caro mondo (vi è caro?) cambia tutto…
I rifuiti siamo noi
Pubblicato su 3.sostenibilità_in_città il Giugno 16, 2008 da Z*La mafia, lo stato, l’esercito - tutti alle prese con i rifiuti. L’emergenza rifiuti sembra essere talmente “cosa loro” da dimenticare che in prima linea siamo noi a produrre tutti questi rifiuti. Perciò dobbiamo anche iniziare noi a risolvere l’emergenza, producendo meno rifiuti. Non è possibile scandalizzarsi per l’emergenza rifiuti, quando viviamo in un paese, in cui in tante case si usano ancora piatti e bicchieri di plastica e in cui la stessa cosa vale per il settore pubblico: in un aeroporto come Roma Ciampino in cui giorno per giorno passano migliaia e migliaia di passeggeri, gli infiti caffé e cappuccini vengono serviti in tazzine di plastica! Emergenza rifiuti? Eh sì, ci credo! Immaginate, quante buste piene di questi rifiuti in meno ci potessero essere ogni giorno, semplicemente rinunciando a queste “comodità”. Ed è dalla comodità che bisogna iniziare. Con un po’ di impegno, ognuno di noi può fare veramente tanto, soprattutto in una città come la nostra, che ci offre tutte le possibilità. Prima ancora della raccolta differenziata, dobbiamo inanzitutto cominciare a consumare meno abbondantemente e più coscientemente. I detersivi per piatti, panni e pavimenti, i vari shampoo e doccia schiuma, non inquinano solo la terra e il mare, ma producono anche un’infinità di contenitori di plastica. Ogni giorno, in ogni casa! Per tutte queste esigenze potete ricorrere a prodotti biodegradabili, che non nuocono alla natura, e a dei contenitori poliuso da riempire ogni volta ai grandi contenitori, che sono a disposizione nei punti vendita del commercio equo e solidale come, per esempio, alla Città dell’altra economia a Testaccio (http://www.cittadellaltraeconomia.org), ma anche in tanti altri posti sparsi per la città (http://cae.unixart.org/images/documenti/altraeconomiaroma2.pdf). C’è inoltre un distributore del latte crudo con punti vendita in tutta la città, dove non solo bere latte di agricoltura biologica, ma andare a riempire la propria bottiglia di vetro: http://www.biola.it/distributoremobile.aspx.
Con questi piccoli provvedimenti potete condurre una vita senza produrre quasi più liquidi inquinanti terra e mari o montagne di plastica. È solo un inizio, ma in questo modo ognuno combatte l’emergenza rifiuti e la distruzione della natura e dell’uomo. Non ci vuole niente, solo alcuni gesti che non ci costano nulla, ma hanno un effetto esistenziale, sicuramente più duratorio di quello dell’esercito o di qualsiasi legislatura.
1. Il sorriso
Pubblicato su 1.ascoltare e farci ascoltare il Giugno 13, 2008 da Z*Ogni giorno dobbiamo uscire di casa e portare il sorriso in questo mondo. Passo all’edicola e compro l’Internazionale. Il tipo dietro di me si rivolge al venditore: “Oggi piove?” Il venditore: “Sì, oggi piove!” Io (sorridendo): “Noooo! Oggi no!” Il venditore: “Lo dice lei, e chi è lei? Il padreterno? No! È allora!!!” Io: zitta.
Che dire?